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GDPR: il consenso, questo sconosciuto

GDPR: il consenso, questo sconosciuto

Negli ultimi mesi, dalla partenza in tutta Europa del nuovo regolamento GDPR, abbiamo notato tantissime informative sulla privacy con molta confusione relativa al consenso. In particolar modo il consenso viene richiesto su tutto, anche su richieste di dati che rientrano in altri tipi di basi giuridiche come definito dall’articolo 6 del regolamento europeo.

Attenzione ad utilizzare il consenso solo dove serve e non in tutti i casi. Prendiamo per esempio un datore di lavoro che assume un nuovo dipendente. Per tutti quei dati che rientrano nell’ambito del rapporto di lavoro non serve il consenso dell’interessato, essendo valide le basi giuridiche dell’esecuzione di un contratto e degli obblighi legali. Se invece si richiede, per esempio, che il volto del lavoratore compaia in determinate pubblicità sviluppate dall’azienda (esempio foto o video aziendali) allora in questo caso serve il consenso esplicito dell’interessato.

Come vedete bisogna ragionare su ogni caso perchè la moltitudine di possibilità in cui vengono richiesti dati sensibili è veramente vasta, e quindi anche la scelta della relativa base giuridica implica un’analisi di fondo che non tutti, in particolar modo finti consulenti che fanno terrorismo mediatico, sono in grado di offrire.

Si consiglia una lettura di approfondimento su Agenda Digitale

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